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Le carte conservate nel fondo Cocco-Ortu aprono una finestra privilegiata sulla storia politica e istituzionale dell’Italia liberale. Francesco Cocco-Ortu — deputato, ministro, giornalista — ha attraversato in prima persona la costruzione dello Stato unitario, la stagione giolittiana e la crisi che aprì le porte al fascismo, lasciando una traccia documentaria che intreccia vita politica nazionale e vicende della Sardegna, reti ministeriali e storia familiare lungo un arco cronologico di quasi due secoli.

Cenni biografici

Nato a Cagliari nel 1842, Cocco-Ortu iniziò a occuparsi di politica ancora studente, collaborando con diversi giornali e fondando nuove testate. Nel 1889 contribuì alla nascita de L’Unione Sarda. La Sardegna rimase per tutta la sua vita il punto di partenza e il principale riferimento della sua attività pubblica.

Nel 1876 ottenne il primo mandato parlamentare. Ne seguirono altri, senza interruzioni, per quarantotto anni. Ricoprì incarichi nei Ministeri dell’Agricoltura e della Giustizia e collaborò alla stesura del Codice penale del 1890.

Provvedimenti che hanno fatto la storia

Tra il 1897 e il 1909 promosse provvedimenti dedicati al lavoro, all’istruzione e allo sviluppo della Sardegna. La legislazione speciale approvata nel 1907 rappresentò uno dei primi esempi italiani di intervento organico rivolto a una specifica realtà regionale.

Le carte documentano anche gli ultimi anni della sua attività. Nell’ottobre del 1922 cercò di contrastare l’avanzata del fascismo rivolgendosi al presidente del Consiglio Facta e al re Vittorio Emanuele III. Nel 1924 fu sconfitto alle elezioni, in un contesto segnato dalle pressioni del nuovo regime.

Il complesso archivistico

L’archivio, dichiarato di interesse storico particolarmente rilevante, è stato donato dalla famiglia all’Archivio di Stato di Cagliari nel 2023. È articolato nell’archivio personale, nell’archivio della famiglia Cocco-Ortu e nell’archivio della famiglia Franchino.

Insieme all’archivio del nipote Francesco Cocco-Ortu junior, donato nel 2020, forma un corpus documentario di grande interesse per ricostruire la storia di una famiglia protagonista del liberalismo italiano dalla metà dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento.