Questa pagina descrive gli interventi realizzati dall’Archivio di Stato di Cagliari nell’ambito del Programma Nazionale “Cultura” FESR 2021–2027 (CCI 2021IT16RFPR003), con evidenza del sostegno finanziario dell’Unione europea, in conformità al Regolamento (UE) 2021/1060.
Il Piano Esecutivo di Comunicazione 2026 del PN Cultura 2021–2027 definisce le azioni di informazione, comunicazione e visibilità previste per l’annualità di riferimento. Il Piano rafforza l’orientamento verso una comunicazione centrata sull’attuazione dei progetti e delle Operazioni di Importanza Strategica, con particolare attenzione alla narrazione dei risultati concreti sui territori. È previsto un approccio multicanale integrato, insieme al supporto attivo ai Beneficiari per il corretto adempimento degli obblighi di comunicazione e visibilità.
Efficientamento energetico dell’Archivio di Stato di Cagliari
Il progetto finanziato dal PN Cultura 2021–2027 per migliorare l’efficienza energetica della sede e dei sistemi destinati alla conservazione, alla fruizione e ai servizi dell’Istituto.
L’Archivio di Stato di Cagliari è beneficiario dell’intervento denominato “INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ED EFFICIENTAMENTO ARCHIVIO DI STATO DI CAGLIARI” – CUP F34H25000080007, ammesso a finanziamento a valere sulle risorse del PN Cultura 21-27 Priorità 2 linea d’azione Azione 2.1.1 – “Realizzazione di interventi strutturali e impiantistici per l’efficientamento energetico dei luoghi della cultura statali”, per un importo complessivo pari ad € 5.124.247,52. L’Archivio di Stato di Cagliari ha una vicenda antica, strettamente collegata agli eventi politici e istituzionali che videro la città svolgere per secoli il ruolo di capitale del Regnum Sardiniae, passando attraverso le dominazioni catalano-aragonese, spagnola, austriaca e piemontese, sino all’Unità d’Italia. Istituito nel 1332 da Alfonso IV, re d’Aragona, l’Archivio era destinato a esercitare funzioni di archivio generale del Regno. Nel XVIII secolo, dopo il breve periodo dell’occupazione austriaca col trattato di Londra del 1718 il Regno di Sardegna passò a Vittorio Amedeo II di Savoia.
Sotto il governo di Carlo Emanuele III e del ministro Bogino, l’Archivio venne ricostituito in archivio centrale e generale dell’isola. Nel 1848, con la cessazione dell’autonomia amministrativa del Regno di Sardegna, passò da generale a provinciale, col nome di Regi Archivi. L’istituto fu, con R.D. 5.3.1874, n.1852, posto, come gli altri Archivi degli Stati preunitari, alle dipendenze del Ministero dell’Interno, divenendo a tutti gli effetti un Archivio di Stato con competenza provinciale; dal 1975 l’Archivio di Stato di Cagliari è un organo periferico del Ministero della Cultura. Il patrimonio conservato, sommante più di 10.000 metri lineari di documentazione, copre un arco cronologico di sette secoli, sino alla contemporaneità più prossima; l’Archivio, in tale senso, è il più importante istituto di conservazione della regione, conservando i più rilevanti fondi archivistici relativi al territorio; quale luogo della cultura è punto di riferimento per la ricerca storica e per la didattica; eroga altresì servizi amministrativi e ospita al suo interno un Laboratorio di restauro della carta e una delle scuole biennali di archivistica, paleografia e diplomatica del Ministero della Cultura. È ospitato in un edificio risalente agli anni venti del Novecento, raro esempio di edilizia archivistica di età fascista: la convivenza, in un’unica sede, di aree destinate a deposito, per la fruizione e per la valorizzazione comporta un notevole impegno affinché la programmazione culturale non sottragga risorse alle preminenti necessità di tutela. A valere su tale macro esigenza, si è definita una proposta progettuale che, in sintesi, prevede i seguenti interventi: coibentazione superfici opache verticali coibentazione copertura piana relativamente alle zone destinate alle attività funzionali all’edificio (uffici, sale mostre, biblioteche, etc.), sostituzione dell’attuale impianto di riscaldamento servito da caldaia a gasolio con sistema di emissione a termosifoni, con nuovo sistema di generazione a pompa di calore idronica e sistema di emissione a ventilconvettori relativamente agli spazi destinati a deposito, sostituzione dell’attuale U.T.A. (attualmente in via di smaltimento) per il controllo della temperatura e dell’umidità con nuova U.T.A. con sistema a pompa di calore polivalente rifacimento impianto elettrico e sistema di illuminazione; sistema BACS per il controllo e automatizzazione dei sistemi di riscaldamento/raffrescamento e illuminazione installazione impianto fotovoltaico sulla copertura e pertinenze Gli interventi proposti perseguono parallelamente l’obiettivo fondamentale di efficientare e ridurre i consumi energetici imputabili al sistema di conservazione del patrimonio documentario e di contenere il consumo energetico per il riscaldamento e raffrescamento dell’edificio nelle zone destinate alle attività civili, nonché la gestione di tutti i servizi della struttura.
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