L’archivio di Francesco Loddo Canepa racconta la vicenda di uno dei maggiori studiosi della Sardegna e, al tempo stesso, la storia della formazione della moderna ricerca archivistica nell’isola.
Corrispondenza, appunti, manoscritti, materiali di studio, documentazione professionale e carte personali permettono di seguire dall’interno il lavoro di uno studioso che dedicò l’intera vita all’analisi delle fonti e alla ricostruzione della storia istituzionale della Sardegna.
Francesco Loddo Canepa
Nato a Cagliari nel 1887, Loddo Canepa si formò tra gli studi giuridici e quelli storico-documentari.
Fin dagli anni universitari frequentò l’Archivio di Stato di Cagliari, sviluppando un interesse destinato a orientare tutta la sua attività scientifica. Entrato nell’Amministrazione degli Archivi di Stato nel 1911, completò la propria formazione a Torino presso la Scuola di Paleografia e Archivistica, acquisendo una conoscenza approfondita delle fonti sabaude che avrebbe poi applicato alle sue ricerche sulla storia dell’isola.
Il rientro e gli incarichi in Sardegna
Rientrato a Cagliari dopo la Prima guerra mondiale, intraprese una lunga carriera come archivista, docente universitario e studioso.
Dal 1936 al 1954 diresse l’Archivio di Stato di Cagliari, contribuendo in modo determinante al riordino e alla descrizione del patrimonio documentario conservato nell’Istituto.
Molti strumenti di ricerca ancora oggi utilizzati dagli studiosi derivano dal suo lavoro, tra cui il celebre Dizionario archivistico per la Sardegna e l’inventario della Regia Segreteria di Stato e di Guerra del Regno di Sardegna, opere che hanno segnato una svolta negli studi storico-istituzionali sull’isola.
Le carte del fondo documentano inoltre il suo ruolo di docente e maestro di generazioni di studenti.
Attraverso il ricco epistolario emergono i rapporti con allievi, colleghi, università, istituti di ricerca e studiosi italiani e stranieri: una fitta rete di relazioni intellettuali che fece dell’Archivio di Stato non soltanto un luogo di conservazione, ma anche un centro di produzione culturale e di ricerca.
La salvaguardia dei documenti più preziosi
Particolarmente significativa è la documentazione relativa agli anni della Seconda guerra mondiale.
Già a partire dal 1940, di fronte all’incalzare della minaccia bellica, Loddo Canepa si fece promotore del trasferimento in sedi sicure di una parte dei fondi più rilevanti dell’Archivio di Stato, contribuendo in modo significativo alla tutela di un patrimonio documentario essenziale per la memoria storica della Sardegna.
Le carte conservano traccia di questo impegno e delle attività svolte nel dopoguerra per il recupero e la ricostruzione del patrimonio archivistico danneggiato dal conflitto.
Accanto all’attività professionale, il fondo restituisce aspetti meno noti della sua personalità: l’interesse per la musica, la passione per il collezionismo, l’attenzione per la vita culturale e politica del suo tempo.
Appunti personali, riflessioni, materiali preparatori e progetti incompiuti mostrano il laboratorio intellettuale di uno studioso sempre impegnato nella ricerca e nella divulgazione del sapere.
L’archivio
Donato all’Archivio di Stato di Cagliari insieme alla ricca biblioteca personale, il fondo rappresenta oggi una fonte essenziale per la storia della cultura, delle istituzioni e dell’archivistica in Sardegna.
Organizzato in tre grandi nuclei — carte personali e familiari, corrispondenza e materiale di lavoro — conserva la documentazione prodotta nel corso di oltre mezzo secolo di attività e permette di ricostruire il percorso umano e scientifico di un archivista che contribuì in modo decisivo alla conoscenza e alla tutela del patrimonio documentario dell’isola.
Più che l’archivio di un singolo studioso, il fondo Francesco Loddo Canepa è il racconto di una vita trascorsa tra le carte e attraverso le carte: una testimonianza della funzione civile degli archivi e del loro ruolo nella costruzione della memoria storica della Sardegna.