Il volume, offrendo un approccio multidisciplinare che intreccia storia dell’architettura, diritto penitenziario e sociologia, analizza la trasformazione dell’architettura carceraria in Sardegna tra il XVIII e il XIX secolo, documentando il passaggio dalle prigioni d’Ancien Régime ai modelli razionali ispirati dal pensiero illuminista e dai sistemi internazionali.
Il lavoro evidenzia come l’isola abbia rappresentato un territorio privilegiato per la sperimentazione di nuovi modelli e, attraverso l’indagine di casi emblematici — come le carceri circolari di Nuoro e Tempio Pausania e l’evoluzione del penitenziario di Buoncammino a Cagliari — indaga il rapporto tra la storia architettonica degli stabilimenti carcerari e i connessi aspetti sociologici e storico-giuridici.
Tale approccio ha consentito di ricostruire il legame inscindibile tra spazi detentivi, riforme giudiziarie e tecniche costruttive, mettendo in luce come queste ultime, l’applicazione concreta delle pene e la loro conformità ai quadri normativi dell’epoca siano complementari.
Basata su una vasta ricerca d’archivio, la pubblicazione affronta infine le sfide contemporanee del restauro e della rifunzionalizzazione urbana delle carceri storiche dismesse.
Giuseppina De Giudici e Marcello Schirru, a cura di, Architettura carceraria tra Settecento e secondo Ottocento. Progetti, modelli e sperimentazioni in Sardegna, 2025, 152 pp., ISBN 979-12-81621-16-9.
